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ICONE DEL DESIGN

Le icone del design che hanno fatto la storia

Le icone del Design non hanno tempo, entrano nelle nostre case, nei nostri uffici e in tutti gli spazi umani andando a dare un segno nella storia di ogni vita individuale. L’eleganza, la semplicità, l’irriverenza, il colore, il minimale… tutto partecipa alla creazione di un oggetto che viaggia nella memoria.

Lampada da tavolo Bourgie – 2004

Ferruccio Laviani
by Kartell

Ormai diventata un best seller senza tempo, la lampada da tavolo Bourgie è entrata nell’olimpo del design grazie al suo ideatore Ferruccio Laviani, che per Kartell ha creato un’icona che mette d’accordo generazioni distanti tra loro grazie al suo concept ideativo.

Già il suo nome è un programma!

L’ispirazione venne mentre Laviani ascoltava la canzone dei Gladys Knight & The Pips “Bourgie, bourgie”, con cui negli anni ’70 si prendeva in giro la borghesia del tempo, e proprio per questo pensò ad un oggetto di design che scardinasse l’idea del classico e del formale in modo ironico.

Tutto nacque dal prendere come esempio uno stile seicentesco, stravolgendolo attraverso l’utilizzo di un materiale innovativo, il policarbonato, che trasforma l’oggetto classico in un’icona pop. La lampada acquisisce, senza perdere la sua forma classica, un aspetto contemporaneo grazie alla sua trasparenza, al contrasto tra la forma ed il supporto ed alla possibilità di poterla avere in diverse colorazioni rendendola versatile per ogni ambiente.

La sua base bidimensionale è caratterizzata da forme curve e sinuose (che richiamano la linea barocca) che terminano con un cappello realizzato con effetto plissé, che spostandone l’attacco, permette di trasformarne l’uso in base alle occasioni: diventa così una lampada da ufficio, da scrivania, come abat-jour e persino da posizionare sul pavimento.

Un’icona del design di culto, scenografica e intramontabile.

Lampada Bourgie

Libreria/divisorio Carlton – 1981

Ettore Sottsass
by Memphis Milano

Prima di raccontare come nacque la libreria Carlton bisogna fare un excursus inerente il suo creatore, il designer Ettore Sottsass ed il collettivo Memphis.

Nel 1981, Ettore Sottsass fonda con Hans Holleim, Andrea Branzi, Arata Isozaky, Michele de Lucchi e molti altri architetti internazionali, un collettivo italiano denominato Memphis che rimarrà attivo fino al 1987 con l’obiettivo di voler reagire al design che era stato imposto negli anni ’70, caratterizzato secondo la loro visione da poca personalità e da colori poco brillanti e spenti.

Così fu che i membri del gruppo, idearono un centinaio di mobili ed altri oggetti, dai colori sgargianti e dalle forme più bizzarre prendendo ispirazione dall’art déco, dalla pop art e di conseguenza dalla cultura di massa di quegli anni.

Il gruppo Memphis divenne così il portavoce di una nuova idea di mobile contemporaneo, dove l’oggetto acquisisce aspetti emotivi e simbolici. La più grande icona del design scaturita da questo vortice di idee fu la libreria Carlton, il capolavoro di Sottsass che rispecchia proprio le caratteristiche sopra descritte. Questa libreria, (utilizzata anche come parete divisoria date le sue dimensioni) attraverso l’immaginario, ha una forma “antropomorfa” poiché richiama l’immagine di un uomo con le braccia sollevate e le gambe aperte ed è ovviamente caratterizzata da colori audaci e sgargianti.

Nonostante la sua forma vagamente instabile (cosa che Sottsass voleva far percepire), la libreria è molto solida poiché caratterizzata da pannelli in laminato assemblati tra loro e da cassetti scorrevoli che poggiano su di una spessa base bianca e nera.

La sua forma geometrica, l’ecletticità e l’unicità diventano così forti da far sì che quest’icona del design venga vista non come un elemento da coordinare nell’ambiente circostante bensì come un vero e proprio monumento, che da solo diventa il centro di tutto.

Libreria/divisorio Carlton – 1981

Tavolo Tulip – 1955

Eero Saarinen
by Knoll

Sono tantissimi gli oggetti di design che nel corso del tempo sono entrati a far parte del nostro “corredo culturale/estetico”. Tra questi, nel 1955 nasce una delle icone del design moderno più importanti del mondo: il tavolo Tulip di Eero Saarinen.

Con un design unico e innovativo che ricorda il fusto del tulipano, Saarinen si discosta dall’immaginario collettivo che rappresenta il tavolo come adornato di quattro gambe, dando vita ad un oggetto caratterizzato da una sola gamba centrale che si apre come uno stelo per sorreggere la corolla, ovvero il piano. Della collezione entreranno a far parte anche le famosissime sedie Tulip realizzate sempre secondo lo stesso criterio.

Saarinen ideò questo tavolo per evitare il “groviglio” fastidioso delle gambe dei tavoli, di sedie, di gambe umane: questa confusione era per lui il “mondo brutto confuso e inquietante”. Il progetto però fu il frutto di una grande sperimentazione data dal voler progettare per la Knoll dei complementi di arredo per la casa innovativi e geniali.

Oltre alla forma, la grande innovazione fu data anche dai materiali: la fibra di alluminio, con cui fu realizzata inizialmente la base, poiché al tempo la plastica non era ancora sufficientemente resistente per reggere il peso del piano, e la fibra di vetro, come scocca sagomata e rivestita in nero, bianco o platino. Il piano invece ancora oggi è disponibile sia tondo che ovale in laminato, impiallacciato o marmo.

Oggi i brevetti per le opere di Saarinen sono scaduti ma come si può riconoscere l’originale? Attraverso la targhetta con il logo della Knoll e la firma del designer sulla base, proprio per attestarne l’autenticità.

Tavolo Tulip

606 Universal Shelving System – 1960

Dieter Rams
by De Padova

Ci sono librerie che diventano talmente potenti dal punto di vista comunicativo che lasciano nel tempo un segno indelebile; questo è il caso della mitica 606 Universal Shelving System progettata dal leggendario Dieter Rams.
Nata negli anni ’60 e rieditata nel 1984 da Maddalena De Padova, la 606 ancora oggi mantiene un elevatissimo successo che dura grazie all’essenzialità del suo stile ed alla sua molteplice funzionalità, conferita dal pratico sistema a moduli componibili di cui essa è composta.

Forme semplici e geometriche creano un sistema di scaffalature adattabili a qualsiasi ambiente rendendola versatile: può diventare bifacciale quindi svolgere una funzione divisoria tra diversi spazi, utilizzando montanti fissati al soffitto o al pavimento oppure può essere utilizzata in modo classico cioè agganciata ad una parete giocando con le svariate composizioni modulari.

I ripiani sono costituiti da fogli in alluminio molto sottili che divengono piegati alle estremità per favorirne l’aggancio o l’appoggio. Il materiale e la sua fine lavorazione, gli donano un carattere minimale che può essere anche impreziosito da cassettiere oppure da un piano scrittoio. Inoltre la libreria è disponibile in tre diverse finiture di alluminio: anodizzato satinato, anodizzato nero opaco oppure verniciato bianco. Come accennato inizialmente, nel 1984 Maddalena De Padova ottiene da Rams i diritti per produrne una versione totalmente in alluminio ed è ancora oggi tra i pezzi più importanti e riconoscibili dell’azienda De Padova.

Universal Shelving System – 1960 Dieter Rams

Divano Togo – 1973

Michel Ducaroy
by Ligne Roset

Se si pensa al poliuretano espanso viene difficile immaginare un oggetto dall’alto valore estetico associabile all’interior design e invece, proprio con questo materiale, il designer Michel Ducaroy ha realizzato un’icona dal design unico e anticonformista: il divano Togo.
Un divano senza braccioli che, proprio grazie al poliuretano di 5 densità, acquisisce una forte elasticità ed un comfort inimitabile nella sua complessità. La seduta foderata in tessuto o in pelle (completamente sfoderabile) è caratterizzata da una lavorazione in pieghe che, grazie al contenuto in ovatta di poliestere, ottiene una morbidezza gradevole e avvolgente.

Questa sensazione è ancor di più amplificata dalle forme che il divano può assumere e proprio per questo, viene spesso associato in modo giocoso ad un bruco o ad un tubetto di dentifricio. Il mix di materiali e pieghe creano una massa avvolgente e corposa che risulta leggera nonostante la sua dimensione.

Il divano Togo fu presentato al Salone del Mobile di Parigi nel 1973 e divenne talmente popolare che subito Ducaroy e la Ligne Roset si misero al lavoro per creare ulteriori pezzi aggiuntivi tra cui poltrone informali oppure il famoso elemento ad angolo capace di creare un divano dalle dimensioni e forme stravaganti.

Ducaroy sviluppò anche altre idee tra cui un divano letto con struttura flessibile a materasso che nonostante la sua particolarità non riuscì ad avere lo stesso successo dell’originale.

Ancora oggi, nonostante i suoi anni, il divano Togo è emblema di contemporaneità; un’icona intramontabile, su cui abbandonarsi e da cui farsi avvolgere.

divano togo

Poltrona Barcelona - 1929

Ludwig Mies van der Rohe
by Knoll

Quando si pensa a Ludwig Mies van der Rohe si pensa subito al progetto della “Casa Farnsworth”, al Neue Nationalgalerie a Berlino e sicuramente al padiglione realizzato per l’Esposizione Universale di Barcellona nel 1929. Proprio in questa occasione nasce una delle icone del design mondiale, la Poltrona Barcelona.

L’idea di Mies partì proprio dal voler rivisitare in chiave industriale la “sella curulis”, lo scranno etrusco utilizzato nell’antica Roma, riservato al magistrato e a chi amministrava il potere, ma non per un puro esercizio, bensì per poter accogliere al meglio i reali di Spagna durante l’esposizione; lo stesso Mies affermò che concepì questa seduta “per il riposo del re”.

La Barcelona venne progettata secondo le tecnologie del tempo e quindi adoperando una parte metallica in pezzi imbullonati (poi nel 1950 sostituita dall’acciaio inossidabile) con piedi ricurvi eleganti e delicati. Per il rivestimento dell’imbottito inizialmente aveva pensato (sempre richiamando l’antica Roma) al cinghiale, successivamente sostituito con la pelle di bovino suddivisa in 40 riquadri tutti cuciti a mano e trapuntati con bottoni agli angoli di ogni riquadro.

La leggerezza ed esilità della sua struttura, insieme all’imbottito corposo e artigianale, conferiscono alla poltrona Barcelona uno stile elegante, importante e di grande effetto.

La produzione della Barcelona non si è mai interrotta nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale; nel 1953 lo stesso Mies cedé i diritti di commercializzazione e produzione al marchio Knoll, dell’amico Florence Knoll durante il suo periodo all’Illinois Institute of Technology (tra l’altro progettato sempre dallo stesso Mies).
icone del design

Lampada Atollo - 1977

Vico Magistretti
by Oluce

Vincitrice del Compasso d’Oro a soli due anni dalla sua ideazione, “Atollo” è una delle lampade più iconiche del panorama mondiale e dal design intramontabile.

Ideata dall’architetto, urbanista e quindi design Vico Magistretti, questa lampada stravolge la classica idea di abat-jour utilizzando tre forme ben distinte: un cilindro, un cono ed una semisfera - dei solidi geometrici puri.

Una lampada che non aggiunge elementi, bensì li toglie, giocando sulla sottrazione, diventando così essenziale e geometrica ed in cui le forme si trovano in perfetto equilibrio donando uno stile decorativo unico e ricercato.

La lampada fu commissionata dall’azienda “Oluce” ed è stata pensata inizialmente in due varianti di materiale, una versione in alluminio laccato e l’altra in vetro opalino entrambi adatti ad una diffusione luminosa accogliente e delicata. Esistono attualmente sei modelli della lampada: tre per la tipologia in metallo e altrettanti per quella in vetro.

Una lampada versatile, che si adatta a tutti gli ambienti: dal salotto alla camera da letto, dallo studio sino all’ingresso.
le icone del design - lampada atollo

Poltrona Proust - 1978

Alessandro Mendini
versione di stoffa by Cappellini
versione di plastica per esterno by Magis

Il risultato di questa grandiosa opera di Alessandro Mendini, architetto, artista e designer italiano di fama mondiale, deriva proprio da una dichiarazione forte e incisiva: “tutto è già stato inventato e ciò che resta da fare è solo una rivisitazione di oggetti preesistenti, aggiungendo elementi decorativi o strutturali che modificano la dinamica dell’originale.”

Il tutto iniziò da un viaggio in Veneto in cui Mendini si imbatté in una poltrona in stile settecentesco che gli donò un’illuminazione artistica, portandolo nel 1978 a crearne il primo esemplare.

La più grande caratteristica di questa poltrona, oltre che il rimando alla storia, è l’utilizzo di punti policromi, che invadono l’intera poltrona dai tessuti alla struttura in legno, donandole così una sensazione di vaporosità. Vennero realizzati pochi pezzi ma tutti rigorosamente eseguiti da mani artigiane e controllate da Mendini in ogni loro curva e forma.

Attualmente la nipote di Mendini si occupa di dipingere a mano le singole poltrone mentre, per la grande distribuzione, abbiamo “Cappellini” che dal 1993 la produce attuando una modifica ai soli tessuti di rivestimento senza modificarne la struttura lignea; e la “Magis” che invece ne ha creata una versione per esterno in materiale plastico.

Da allora la storia di questa poltrona è solo costellata di successi, tanto da farla entrare nella collezione del MoMA.
6 - Poltrona Proust

Coffee Table - 1944

Isamu Noguchi
by Vitra

Chi è Isamu Noguchi?

Bisogna porsi questa domanda per comprendere il valore del Coffee Table. Noguchi oltre ad essere un architetto e designer, è stato soprattutto uno scultore.

Coffee Table nasce come una vera e propria scultura in cui il tavolo, strutturato in palissandro e vetro, utilizza il biomorfismo per creare funzione e arte. Il tavolo fu realizzato come una “scultura per l’uso” e “design per la produzione” adoperabile sia in ambienti di lavoro che residenziali.

La caratteristica principale oltre all’uso di materiali di qualità è la sua struttura. La base scolpita in massello di noce presenta due parti identiche invertite, posizionate su di un’unica asta di rotazione: questo ha permesso di dare stabilità alla base in vetro posizionata sopra ed allo stesso tempo caratteristica di fluidità ed eleganza.
tavoli icone del design

Tulip - 1956

Eero Saarinen
by Knoll International

Già dal nome si evince chiaramente che questa seduta è stata ispirata dal fiore omonimo. Essa è costituita da un piedistallo centrale che richiama lo stelo del fiore e va a costituirne anche lo schienale, un unicum che ha come obiettivo quello dell’accoglienza e della fluidità.

Non è un caso infatti che Saarinen creò questa seduta ispirandosi a forme morbide e delicate invece che allo stile austero e geometrico tedesco del tempo.

La caratteristica che la denota maggiormente oltre che alla sua forma, è la continuità tra la base girevole e la seduta stessa; la base girevole è realizzata in allumino rinforzato mentre la seduta in vetroresina pressata ed essendo simili come colori, risulta all’occhio che la seduta sia composta solo da un unico elemento.

La seduta è caratterizzata da un cuscino imbottito in varie colorazioni, rimovibile e sfoderabile.

Premiata anche dal Museum of Modern Art di New York e con il Federal Award for Industrial Design, la sedia entra a far parte delle grandi icone del design mondiale.
sedie icone del design

Serie UP - 1969

Gaetano Pesce
by B&B Italia

Sette diversi moduli di sedute in varie dimensioni e colori, una delle più grandi espressioni del Radical Design mondiale. La serie UP5+UP6, disegnata da Gaetano Pesce ha caratteristiche anatomiche inequivocabili a rappresentare un grembo materno che ricorda le statue preistoriche della fertilità con l’aggiunta di una sfera che funge da pouf legata al corpo della poltrona – “la donna con la palla al piede”.

Nel dettaglio è caratterizzata da due grandi seni posti nella parte superiore dello schienale, mentre la parte inferiore richiama le cosce, così che quando ci si siede ci si sente avvolti e protetti dalla madre come quando si era bambini.

La poltrona nasce sia come elogio alla donna (visibile nelle sue forme), sia come critica alla vita dura che in molte parti del mondo le donne subiscono (il pouf sferico, cioè la palla al piede).
Il materiale con cui le poltrone sono realizzate è il poliuretano successivamente rivestito in tessuto elasticizzato. Questo ha permesso fino al 1973 che venissero confezionate sottovuoto riducendo così l’ingombro dell’imballaggio di circa il 90%.
poltrone icone del design

Arco - 1962

Achille e Pier Giacomo Castiglioni
by Flos

Dalle cose semplici nascono le più grandi innovazioni. La lampada “Arco” di Achille e Pier Giacomo Castiglioni prende ispirazione dai vecchi lampioni stradali che permettono un punto luce sospeso. L’obiettivo era quello di creare un punto luce dall’alto senza dover per forza ricorrere ad un’illuminazione a soffitto (come nel caso dei lampadari).

La parola adatta è “essenzialità" come le maggiori opere di Castiglioni.

La lampada è costituita da una base a parallelepipedo verticale in marmo di Carrara (65 kg) con la particolarità di un foro che serve per poter spostare agevolmente l’intera lampada tramite l’inserimento di un elemento cilindrico (tipo manico di scopa).
L’arco è incastonato nella parte posteriore del marmo ed è costituito da ben quattro elementi in acciaio estrusi. La lampadina è posizionata a circa 2 metri di altezza per permette un’illuminazione a grande spettro rilassante. Il punto luce è posizionato in un diffusore a cupola formato da due pezzi: una calotta forata, che impedisce il surriscaldamento del portalampada, e un anello in alluminio che serve a regolare la posizione e l’altezza del diffusore in base alla regolazione dell’arco.
icone del design

Lounge Chair &Ottoman - 1956

Charles & Ray Eames
by Vitra

Nel 1956 la coppia di designer statunitensi (coppia anche nella vita) Charles e Ray Eames creano quella che diventerà una delle icone di stile, la “Lounge Chair” per alberghi, locali esclusivi e business area.
Un basamento girevole in alluminio, contiene una scocca in multistrato impiallacciato il tutto costituito da cuscini rivestiti in vera pelle. Una seduta confortevole che enfatizza la sua funzione grazie anche alla presenza del poggiapiedi (Ottoman) che le conferisce relax e comodità.

La forza espressiva della Lounge Chair &Ottoman è stata così potente da essere esposta permanentemente al MOMA, il Museo d’Arte Moderna di New York.
sedie icone del design

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