Meraviglie architettoniche - FAD - Fucine Architettura Design

Meraviglie architettoniche

Location: Roma
Cliente: Società di Gestione del Risparmio
Project time: 2021

In uno dei quartieri più iconici di Roma, l’EUR, sorge un edificio dal grande valore architettonico per il quale abbiamo progettato e curato la realizzazione dell’illuminazione esterna, specialmente delle facciate e della corte centrale, con l’obiettivo di esaltarne il pregio anche nelle ore serali.

In uno dei quartieri più iconici di Roma, l’EUR, sorge un edificio dal grande valore architettonico per il quale abbiamo progettato e curato la realizzazione dell’illuminazione esterna, specialmente delle facciate e della corte centrale, con l’obiettivo di esaltarne il pregio anche nelle ore serali. Oltre alla progettazione illuminotecnica ci siamo occupati dell’adeguamento del parapetto della scala interna, della nuova segnaletica interna e della manutenzione delle aree esterne. Parliamo del grandioso Palazzo Luigi Sturzo.
Per intervenire sulla sua architettura con meticolosità, abbiamo studiato accuratamente la storia della sua ideazione e la sua composizione architettonica. Nella metà degli anni ’50 fu bandito un concorso per la realizzazione del progetto della nuova sede della Democrazia Cristiana. Saverio Muratori fu il vincitore e il suo obiettivo fu di reinterpretare il tema del “Palazzo pubblico” attraverso una pianta chiusa con cortile centrale intorno al quale si sovrappongono piani gerarchizzati funzionalmente (portico, piano nobile, ammezzati e loggiato) e arricchiti da membrature ed elementi linguistici che reinterpretano schemi di derivazione rinascimentale.
L’edificio è realizzato con un’intelaiatura cementizia, solai misti e pareti di chiusura dei piani superiori in mattoni con soletta cementizia. La ripetizione dei materiali e la scansione della facciata attraverso marcapiani e nastri di finestre, generano continuità nella parete. Già al primo sguardo era evidente la scarsa valorizzazione dei prospetti del Palazzo, illuminato esternamente solo dai lampioni del parcheggio pubblico della piazza antistante.


Il progetto ha infatti avuto come intervento trainante l’illuminazione. Palazzo Sturzo è fruibile visivamente dal pubblico in due condizioni distinte dello spazio pubblico, ovvero dal contesto urbano e dalla corte interna; il nostro intervento quindi ha puntato alla valorizzazione di tutti i prospetti, sia interni che esterni.
La valorizzazione del palazzo, con la luce artificiale, permette di assolvere alcune funzioni distinte, che vanno dall’illuminazione minima di sicurezza a quella ottimale di fruibilità visiva del manufatto: il progetto ha avuto come obiettivo quello di far risaltare con luci d’accento, gli elementi tipologici architettonici, attraverso soluzioni di volta in volta adattate alla specificità degli elementi stessi.


L’ombra diviene un elemento che arricchisce la vista dell’insieme, suscitando curiosità al visitatore senza però creare una percezione falsata e distorta dello spazio. Partendo dal presupposto che una facciata di tale valore architettonico non apparirà mai “piatta” anche se illuminata frontalmente, abbiamo previsto un sistema capace di garantire un’illuminazione morbida, sfumata ove necessario e uniforme. La progettazione si è basata proprio sul rispetto delle gerarchie architettoniche della facciata. La nuova illuminazione inquadra l’edificio solamente nella fascia dell’attacco a terra e attacco a cielo mediante un’illuminazione indiretta generata da piccoli proiettori, posizionati lungo i marcapiani, la cui luce si espande in modo radente sui pilastri del piano nobile. Stesso criterio è stato attuato anche per la corte interna. Particolare attenzione è stata posta alla valorizzazione della scultura qui presente, dedicata ad Alcide De Gasperi, mediante un’illuminazione che ne aumentala profondità percettiva, grazie a una morbida luce radente data da un piccolo faretto posto ad un angolo e una luce lineare nella parte retrostante, nascosta dietro la scultura stessa. Tutti i corpi illuminanti, per rispettare la preesistenza, oltre ad essere stati scelti di una finitura analoga alla cromia del travertino, presentano delle dimensioni che non deturpano o influenzano l’immagine dell’edificio. Ci siamo avvalsi di vari corpi illuminanti dell’azienda Flos: il Faretto Pi 50 per l’illuminazione dei pilastri e della scultura, i Flos Fenestra per l’illuminazione delle arcate e dei cornicioni ed infine i Flos Perseo per l’illuminazione delle lunette all’interno della corte.


L’intero intervento ha ovviamente tenuto conto della sostenibilità e dell’efficientamento energetico, sostituendo anche le lampadine fluorescenti e alogene presenti negli spazi comuni interni, con apparecchi illuminanti LED. Oltre all’illuminazione, un altro intervento minuzioso di cui ci siamo occupati è stato quello dell’adeguamento del parapetto della scala interna, per far si che garantisse gli standard di sicurezza. Siamo intervenuti sulla preesistenza senza intaccare il valore estetico dell’oggetto architettonico storico. Al corrimano preesistente è stato accostato un nuovo elemento formato da uno scatolare metallico, rialzato rispetto al parapetto attuale mediante dei leggeri supporti dello stesso materiale e fissati tramite saldatura a caldo alla preesistenza, in modo da rendere l’intervento reversibile.


La linea spigolosa del corrimano, nei punti in cui piega per arrivare a terra, viene ammorbidita da un lamierino metallico sagomato, prendendo a riferimento le forme del corrimano preesistente. Un ulteriore intervento è stato quello di riprogettare l’intera segnaletica interna del palazzo, pensata con dei pannelli in plexiglass in cui serigrafare determinate informazioni invariabili e porre invece pellicole removibili relative alle informazioni che possono subire variazioni nel tempo (es: cambio di loghi aziendali). Per completare il restyling esterno, abbiamo ritenuto necessario intervenire sulla vegetazione presente sul retro, in stato di forte degrado e abbandono. In nostro intervento ha previsto la rimozione delle vecchie alberature essiccate e ammalate sostituendole con nuove siepi più gestibili e adatte allo spazio a disposizione. È quindi evidente che l’intero intervento vuole mettere in risalto il grande pregio dell’immobile restituendo all’intera città un’architettura sorprendente per troppo tempo rimasta in ombra.

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